Sophya Baccini’s Aradia

                                                                                Big Red Dragon

                                                                                Black Widow

                                                                                www.sophyabaccini.com/2013/EN

 

 

Ciò che mi appresto a recensire è un lavoro molto particolare , a cominciare già dalla sua genesi, da come è stato ispirato. E’ nato quasi per “gioco” per scommessa, aprendo a caso un libro, come la stessa Baccini illustra nel booklet.  Poi, si sa , quando i giochi si fanno seri, la cosa inizia a farsi interessante sul serio.

La Baccini è al suo secondo lavoro da solista e, per chi non la conoscesse, è l’ugola storica dei Presence, formazione di dark prog partenopeo ormai da un quarto di secolo sulla scena.  Il suo primo lavoro, “Aradia”, dal quale poi successivamente ha preso il nome la band, è stato il suo primo album solista ed ha riscosso ampio consenso di critica e di pubblico. Ma qui ci troviamo di fronte a qualcosa di realmente ambizioso: voler tradurre in musica i quadri di William Blake.

Infatti nel booklet accuratissimo, oltre ad essere presente per ogni brano , di cui è inoltre riportata la traduzione dei testi in lingua italiana (cosa che non si vedeva dai tempi dei vinili vintage dei Genesis), a fronte c’è la riproduzione dei quadri di Blake ai quali i brani fanno riferimento.

Dopo un breve strumentale durante il quale si immagina la nascita di Blake, “William”, apre le danze “Angel of Revelation” un brano di ispirazione floydiana dalla melodia particolarmente ispirata.Segue “Satan” un brano dall'incedere dark, possente, che però mette le cose in chiaro a chi volesse in malafede censurare o interpretare in modo distorto questo brano, in quanto il testo recita “La tua anima spazzatura..”. Azzeccatissimo l'arrangiamento con l'uso di sovraincisioni della voce, arte nella quale la Baccini è una artista. Curiosità: nel brano è inserito il suono di un'incudine, come del resto è previsto anche negli spartiti Verdiani.

“Love of Hecate” può essere considerato un vero e proprio “prog-walzer” dai toni pacati e delicati, quasi come un ricamo sonoro, un acquarello di note dove inizialmente la sei corde acustica di Accetta tesse la tela sulla quale si adagia successivamente il brano suonato poi da tutta la band. La chiosa al tutto la danno i tasti d'avorio della Striano che si alterna tra clavicembalo e pianoforte.

Arriva il primo gioiellino dell’album, “La porta dell’inferno” dove la nostra, forte del background operistico, si produce e si cimenta in una composizione musicale ed in un testo a dir poco geniale, arrivando ad immaginare che la porta dell’inferno sia parlante e colloqui con Dante e Virgilio, personaggi interpretati da Lino Vairetti  e Irvin Vairetti (Osanna).  Da ascoltare il trio vocale sul finale che è da brividi.

Altro ospite speciale del disco è Steve Sylvester (Death SS) che viene coinvolto nel brano “The Number” , non fatevi ingannare dal testo, non c’entra assolutamente nulla con il brano degli Iron Maiden. Qui lo special guest pur duettando con pathos ed enfasi, siccome alla sua performance segue quella della potente ugola di Roberto Tiranti, la prestazione del leader dei Death SS potrebbe risultare “sottotono”. Bellissima l'idea di inserire un sitar azzeccatissimo nell'intro nell'arrangiamento che comunque è dai colori dark, come logicamente deve essere, data la tematica. Il brano dalle tinte sinfoniche così come gli altri, fa l'occhiolino alla tradizione del prog storico, ma rimondernandolo, con l'uso di moog ed hammond suonati dalla Striano.

Il seguente brano, “Just” parla della vicenda dell’amore tra Paolo e Francesca, dove appunto i protagonisti sono Roberto Tiranti nei panni di Paolo e Sophya Baccini nei panni di Francesca in un brano per duetto ispiratissimo. I due protagonisti dialogano in forma cantata e il sottofondo di questo dialogo sono la chitarra acustica di Accetta e gli archi coadiuvati dal pianoforte della Striano. L'arrangiamento poi si fa più ricco , sinfonico, ma non ridondante, conservando la sua elegante semplicità e acquistando romantica drammaticità proseguendo nell'ascolto. 

In “Cerberus” la Baccini si produce in una delle sue genialate da sala di registrazione. Praticamente, siccome Cerbero ha tre teste, riesce a modulare la voce in modo tale da far sembrare che siano tre interpreti a cantare: una voce per ogni testa canina. Le tre sovraincisioni sono poi sapientemente mixate alla maniera di Freddie Mercury, infatti mi piace definire Sophya Baccini la “Mercury napoletana”. Il brano, il cui arrangiamento è caratterizzato soprattutto dagli archi e dalle voci della Baccini, si conclude con un assolo lancinante di Accetta all'elettrica.

Nel nono brano i protagonisti sono Eva ed il serpente tentatore. Il colloquio tra i due avviene mentre il povero Adamo dorme ,infatti il titolo è “While he is sleeping” . Notare l’onotomatopea degli “yes” pronunciati dalla Baccini, quasi a voler simulare il sibilare del rettile in comunione con la frase ipnotica del violino che ne fanno immaginare lo snodarsi . In questo brano Eva è interpretata da Sonya Kristina.  Le due voci insieme sono qualcosa di assolutamente incredibile.

E’ il turno dell’ospite più prestigioso, Decamps, che è nientepopodimeno co-autore di un brano che ha per tema Dio. Dio che si danna per l'Uomo quando soffre, quando l'Uomo scambia Dio per un immagine, facendo nascere l'idolatria. Il testo è di una poesia e di una musicalità immensa, in lingua francese, la cui sonorità è dolce a prescindere, figuramoci con un testo del genere. L'arrangiamento è essenziale, semplice, scarno, è l'eleganza a farla da padrone, l'atmosfera rarefatta e metafisica. La Baccini intreccia la sua ugola con quella di Decamps creando qualcosa che è impossibile da descrivere.

Segue,verso la conclusione, a mio modesto parere, il brano più toccante di tutti: “Beatrice”.Qui si va addirittura a scomodare Dante Alighieri, prendendone il testo “pari pari” dal I canto del Paradiso che viene messo poi in musica con una melodia che definire struggente, credetemi, è riduttivo. Pertanto preparate i Cleenex. Qui i protagonisti sono solo due: il pianoforte magistralmente suonato da Marilena Striano e la voce di Sophya Baccini.

“Big Red Dragon”, la title track è un rock, trascinante, corposo. Già ce lo immaginiamo dal vivo quanto sarà intrigante. E qui la voce di Sophya Baccini è affiancata da un'altra ugola prestigiosa, quella di Aurelio Fierro jr. I due si producono in una interpretazione vocale spettacolare, corale, come un crescendo. E' il dialogo tra una Donna vestita di sole (Baccini) e il Drago (Tiranti), come una sorta di gioco seduttivo in cui il Drago, un essere possente ha addirittura paura della Donna e la Donna pur avendone di lui non può farne a meno.

Chiude egregiamente il lavoro “Jerusalem” brano composto di pugno dallo stesso Blake , di cui esiste pure l’interpretazione degli Emerson , Lake and Palmer.  Però qui è esaltata la natura corale della composizione. Infatti la “Mercury napoletana” sfodera le sue armi e si produce in una interpretazione magistrale, dove con ben 10 sovraincisioni, la sua voce si moltiplica diventando un vero e proprio coro da pelle d’oca, il tutto accompagnato da una base orchestrale.  

Che dire? Questo album è quanto di più innovativo e contemporaneamente legato alla tradizione progressive dei seventies, alla tradizione operistica italiana, alla ricerca della melodia più ispirata alla quale abbinare i testi più ispirati, in altre parole , si “sente” la genuinità di ogni singolo brano, di come sia nato in modo assolutamente spontaneo e senza elugubrazioni mentali a tavolino. Un album da avere.

                                                                                              (Giovanni Turco)

 

Tracklist:

 

01.  William

02.  Angel of Revelation

03.  Satan

04.  Love of Hecate

05.  La Porta dell'Inferno

06.  The Number

07.  Just

08.  Cerberus

09.  While He's sleeping

10.  Au Premier Matin Du Jour

11.  Beatrice

12.  Big Red Dragon

13.  Jerusalem

 

Line Up:

 

Sophya Baccini - vocals, keyboards, synth bass

Chicco Accetta - guitars

Francesca Colaps -  drums

Stella Manfredi - violin, viola

Marilena Striano - piano

Special Guests:

 

Cristian Decamps, Aurelio Fierro Jr, Enrico Iglio, Sonja Kristina, Elisa Montaldo, Steve Sylvester, Roberto Tiranti, Irvin Vairetti, Lino Vairetti

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