Riverside Eye of the Soundscape

Written by Super User on . Posted in Rock progressive

 

                                                                                                                                                 Riverside

                                                                                                                              Eye of the Soundscape

                                                                                                                              Inside Out

                                                                                                                              www.riversideband.pl 

 

 

 

Questa raccolta di brani della band polacca si apre con Where the river flows, brano dal sound new age, oltre quindi i confini del prog, con puntatine nell'elettronica di classe. In primo piano la sei corde con poche note, in stile Oldfield, al punto che potrebbe essere un brano uscito direttamente da uno dei suoi ri-arrangiamenti moderni delle “campane tubolari”, e per certi versi molto “space rock oriented”. 

La seguente “Shine” ci fa capire che il lavoro resta su queste atmosfere inedite per la band alle quali forse si è poco abituati, ma il progressive vero, a mio modesto parere, è anche e soprattutto questo: evolvere, cambiare, prog-redire, per l'appunto. Un refrain ipnotico che si ripete per tutto il brano sul quale si danno il cambio varie frasi musicali per un episodio ben riuscito con basso e chitarra sempre a farla da protagonisti. 

“Rapid Eye Movement” (qui la sentiamo in una versione mixata più recente) segue il solco tracciato dai brani precedenti, si caratterizza per sonorità  “space” e ci dà la sensazione di essere degli astronauti (non per niente si sente come il rumore di un respiratore di una tuta da astronauta per tutta la durata del brano). Anche qui la chitarra elettrica ben effettata con un delay molto “a là Gilmour” la fa da padrona, supportata da una sezione ritmica mista acustica e  synth e da un tappeto di synth ed oscilloscopi, oltre che da alcune note di pianoforte acustico. Il brano si apre definitivamente al minuto 5:25 mostrando tutta la sua bellezza, ricordando non poco gli Ozric Tentacles e negli ultimi minuti ove si aggiunge una breve parte cantata. Segue un brano diviso in due parti: “Night Session, pt. 1 e 2” 

Introdotta da un tappeto di synth e da un piano Rodhes, la prima parte strizza non poco l'occhio all'elettronica di Jean Michel Jarre, tenendo sempre presente il sound ipnotico e space rock dei già menzionati Ozric Tentacles con alcune puntatine al jungle. La seconda parte è introdotta da un sax accompagnato da una ritmica elettronica e alcuni effetti sonori “industrial”. Compare, poi a sopresa un hukulele che accompagna un cantato in vocalese a sua volta supportato da strumenti a percussione. Il sax ricompare a metà brano (5:44) accompagnato dalla ritmica elettronica e ritornando alle sonorità fumose dell'inizio del brano con poche note di chitarra sul finale. 

“Sleepwalkers” è anch'esso un brano di musica elettronica con influenze però “dub” per certi versi.La chitarra si diverte a esplorare sonorità arabe ipnotiche così come i synth.La seguente “Rainbow Trip” , nella versione remix del 2016, ripercorre lo stile dei brani precedenti.“Heavenland” pare uscita invece direttamente dalla mente di David Sylvian per le atmosfere rarefatte molto influenzate dalla new age, così come “Eye of the Soundscape”, il brano che dà il titolo al cd, un lavoro ben eseguito, ispirato e che per ascoltare ed apprezzare appieno, bisogna essere di mente aperta, e forse, anche dell'umore giusto. 

 

(Giovanni Turco)

  

01.  Where the river flows

02.  Shine

03.  Rapid Eye Movements

04.  Night Session – pt.1

05.  Night Session – pt.2

06.  Sleepwalkers

07.  Raimbow Trip  (mix 2016)

08.  Heavenland

09.  Return

10.  Aether

11.  Machines

12.  Promise

13.  Eye of Soundscapes

 

Mariusz Duda - vocals, bass, acoustic guitar

Piotr Kozieradzki - drums & percussion

Michał Łapaj - keyboard instruments, hammond, theremin, vocals

 

 

 

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