Nicolas Meyer

Written by Super User on . Posted in INTERVISTE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1) Ciao Nicolas. Per prima cosa conosciamoci meglio.   Chi sei ? Come concepisci la missione dell’artista ?

Io provengo da Friburgo in Svizzera. Una piccola città in cui si parla sia francese che tedesco. Ho avuto ottimi insegnanti al Conservatorio dove ho studiato musica classica, musica jazz, arrangiamento e dove ho fatto anche parte della big band. Poi mi sono trasferito al Berklee college specializzato in musica per tre anni prima di decidere di muovermi a Londra sedici anni fa. Adesso vivo a Guildford, vicino a Londra, dal 2009. Mi piace molto la vita nel Regno Unito insieme alla mia moglie turca Songul. Ci sono tantissimi grandi musicisti e un ottimo pubblico. Inoltre è anche un posto da cui si parte facilmente per raggiungere ogni parte del mondo.

In tutto questo tempo sono cresciuto sia come musicista che come artista, ho imparato la cosa più importante cioè avere personalità quando si suona e quando si compone.

2) Suoni le chitarre in diverse band con stili molto differenti. Come ci riesci ?

Mi piace sempre imparare stili musicali differenti. Ho incominciato con il rock e il metal poi sono stato attratto dal jazz fusion e dal jazz. In seguito mi sono interessato alla musica turca, al flamenco, alla musica brasiliana, gipsy, balcanica, indiana. Tutti gli stili necessitano di lunghi studi ma ho imparato che accogliere suoni e influenze da generi diversi nel mio modo di suonare e nelle mie composizioni può formare la mia personalità. Per questo motivo tutto ciò aiuta a indicarmi la strada giusta.

Mentre sviluppavo la mia band verso il jazz e la world music ho continuato a suonare anche il metal così mi sono accorto che riuscivo a produrre ancora ottima musica metal. Anche suonare insieme a cantanti come Gabrielle Ducomble risulta molto interessante. Suoniamo la musica di Edit Piaf con alcuni tanghi argentini di Astor Piazzolla con molte improvvisazioni che rendono la cosa veramente interessante.

Suonare col Guitar Project insieme a Pete Oxley è un altro grande progetto musicale. Siccome siamo solo in due con dodici chitarre, entrambi abbiamo tantissima responsabilità ma suoniamo dialogando veramente tanto tra di noi.

Con Jeff Beck ho iniziato prima a capire chi fosse Jeff e che tipo di progetto volesse sviluppare, poi ho imparato tutta la sua musica fin dall’inizio. Una musica e una tecnica molto belle così ho dovuto imparare come supportarlo al meglio utilizzando la chitarra acustica, la chitarra a dodici corde, la chitarra elettrica e la synth guitar. Ho dovuto imparare anche un mucchio di effetti. 

3) Nel tuo ultimo disco “Infinity” si percepisce una forte influenza della musica mediterranea.
    Si tratta del tipo di musica che ti ispira di più ?

Da quando ho conosciuto mia moglie abbiamo viaggiato tanto in Turchia. La musica che hanno in quei posti è veramente meravigliosa, la musica folk delle diverse parti della Turchia, le influenze arabe, le influenze balcaniche, le influenze occidentali, gli strumenti molto ricchi.

Così ho iniziato a provare piacere nell’imparare a suonare alcuni di questi strumenti per poi suonare questo tipo di musica sulla chitarra, utilizzando anche chitarre fretless, lavorando sulle intonazioni e sul fraseggio. In questo nuovo album, infatti, si percepisce una grande influenza di questo tipo di musica insieme ai miei altri interessi come il jazz, il flamenco, i suoni del nord africa.

4) Ascoltando il disco sembra che ti piaccia davvero tanto suonare la chitarra con le corde di nylon. Questa impressione è reale ?

La chitarra Godin Multiac con le corde di nylon è la mia chitarra preferita. Da quando l’ho posseduta, venti anni fa, ho continuato a sviluppare il mio suono personale su di essa. Penso sia la chitarra con la quale riesco ad esprimere meglio me stesso. Mi risulta anche facile aggiungere qualche effetto.

5) Consciamente o inconsciamente, tutti gli artisti sono ispirati da musicisti precedenti. Da quali musicisti tu trai principalmente ispirazione e che tipo di influenze sono nascoste nella tua musica ?

Le mie influenze provengono da Chick Corea, John McLaughlin, Al di Meola, Paco de Lucia, Allan Holdsworth, Tomatito, Pat Metheny, Wes Montgomery, George Benson, Django, Charlie Parker, Miles Davis, John Coltrane per quanto riguarda la musica jazz.

Da Joe Satriani, Steve Vai, Marty Friedman, Per Nilson per la musica rock-metal.

Da Erkan Ugur, Cenk Erdogan, Husnu Senlendirici, Selim Sessler, Renaud Garci-Fons per la musica turca e la musica mediterranea. Così tanti grandi musicisti e grandi compositori che ci vorrebbero due pagine in più per nominarli tutti.

6) Il tuo nuovo album “Infinity” come parecchi tuoi album precedenti è totalmente
    strumentale. Perché hai operato questa scelta ?

Fin da quando ho iniziato a comporlo si è rivelato un lavoro strumentale. Semplicemente le cose sono andate in quella direzione.

7) Come si può classificare la musica di “Infinity” ?  Mediterranea, globale, viscerale, ...?

Spesso dico che sono un chitarrista Jazz-World quindi sì possiamo dire che Infinity ha un sound mediterraneo. 

8) “Infinity” si percepisce come un disco molto sentito, profondo, che arriva dal cuore. Ogni canzone racconta una storia e si sente che sono storie vere, appassionate, vissute con l’anima.
Corretto ?

Sono molto contento di sentire queste parole perché questa è la mia intenzione. Ho raccolto le canzoni e le melodie che narravano storie vere e ho provato sinceramente a rendere ogni parte delle canzoni passionale e sentimentale.

9) In diverse canzoni del disco ho percepito un senso di malinconia. Vero ? Perché ? 
Probabilmente questo è il modo in cui scrivo. Di nuovo ... mi piace la musica che viaggia in tutto il mondo, la natura, le montagne, il mare, il deserto. Due dei miei album precedenti hanno come argomento il viaggiare attraverso paesaggi diversi “Journey” e “From Istanbul to Ceuta with a Smile”.
 10) Pensi che questo sia il disco della tua maturità artistica ?

Penso che ogni disco sia un modo per mettere un sigillo a un certo periodo della vita di un compositore quindi sì spero che si vada verso quella direzione. Vediamo cosa sarò capace di fare dopo questo album.

11) Le mie canzoni preferite del disco sono "Yemin" e “Tales”. Che cosa ti ha ispirato nella scrittura di questi due brani ?

Yemin è una canzone speciale da cui ha avuto inizio l’idea stessa di questo disco. L’ho scritta dieci anni fa in Turchia. Ero sul balcone e mia suocera mi stava ascoltando suonare il Saz e la chitarra. Ne venne fuori questa melodia. Lei mi disse che era come una “Yemin” cioè una promessa.

Tales si ispira al mio amore per il tango argentino e per Astor Pizzola. Amo le sue composizioni e il modo in cui egli utilizza l’armonia rispetto alla melodia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

12) Si percepiscono qua e là nelle tue canzoni alcuni passaggi che richiamano la musica progressive. Dove ti collochi rispetto a questo

tipo di musica ? 

Quando ho iniziato a sviluppare la mia scrittura dal rock al jazz, ovviamente mi sono interessato al Jazz Rock, alla Chick Corea Electric band, a Allan Holdsworth, a Scott Henderson così questo fascino di suoni più progressive è rimasto come me per tutto il tempo.

13) Suonerai in concerti dal vivo in Italia ? Quando e in quali città ?

Sì il prossimo anno e nel 2018 sto pianificando di suonare moltissimo in tutti i posti che potrò, quindi spero di riuscire anche a venire in Italia. Al momento però non ci sono ancora date confermate.

14) Infine, puoi raccontarci qualcosa della tua esperienza con la band di Jeff Beck ?

Beh suonare con uno dei più influenti chitarristi della storia del rock è una cosa davvero speciale. Il suo sound e la sua attitudine sono davvero impressionanti. Ho imparato così tanto e in così tante cose (modo di suonare, sound, atteggiamento, canzoni, composizione). Wow è stato fantastico !!!

15) Quali sono i tuoi piani futuri ? Puoi darci qualche anticipazione ?

Al momento sto ottenendo davvero incredibili recensioni da quando l’album è uscito, sto aspettando ancora ulteriori feedback, interviste, passaggi in radio. Il prossimo anno porterò il disco in giro per il mondo.

Inoltre condividerò il palco con il chitarrista indonesiano super star Dewa Budjana e avremo anche Jimmy Haslip al basso insieme a noi. Sarà grandioso.

Grazie mille e spero di incontrarti presto a un mio concerto !!!

(Beh Se Vieni A Roma può darsi N.D.R.)

Grazie mille anche da parte di Tempi Duri e buona fortuna per tutti i tuoi impegni futuri.

 

Pierluigi Daglio

FOLLOW US

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione