Inexihibit Passenger

Written by Super User on . Posted in Estremo

 

                                                                   Inexihibit

                                                                   Passenger

                                                                   Etichetta Non pervenuta

                                                                   www.facebook.com/inexihibit

 

 

Non li conoscevo, non sapevo nulla di loro, anche se la band è al secondo full-lenght. Appena messo su questo lavoro del 2015, ho subito capito che erano italiani. Forse per il cantato non fluidissimo, ma molto per la modalità della produzione e dell’arrangiamento scarni; in realtà non so spiegarne chiaramente il motivo, ma stranamente ci ho azzeccato. Infatti poi ho scoperto che sono sardi, precisamente di Cagliari. “Inexihibit” del 2014 non l’avevo sentito (e neanche ora), ma sono andato poi a cercarmi qualcosa e ho trovato due video: “Disturbed Head” e “Darkest Side”. Devo dire che, pur interessanti dal punto di vista della trama, il cantato non riesce a dare completezza alle due song, non riesce a caratterizzarle abbastanza.

Tutta un’altra sensazione ho ricevuto dal nuovo album. La voce forse non è potentissima, ma ha il gusto di sapersi inserire come struttura, con linee melodiche pulite, ricercate e personali. Quando viene usato il growling e le urla belluine, si ottengono sottolineature dei passaggi sonori che aumentano tono alle forme strumentali, con molta più cognizione di causa rispetto ai due pezzi del 2014. E’ vocalità talvolta scarna per demerito della produzione tecnica e in alcuni andamenti piatti. Curiosità: io sono ternano, a Terni c’è una band Stoner-punk che si chiama Warhead; il cantato dei due combo in alcuni momenti si assomiglia parecchio. La riffica e la costruzione dei vari brani mantengono fluidità, anzi hanno una certa ricercatezza formale, preferendo cercare soluzioni estetiche all’attacco frontale. In ogni caso la durezza non ci perde. Manca il pezzo trainante, quello deflagrante che rimane in testa sopra gli altri, ma la volontà sembra proprio quella di conquistare lentamente l’ascoltatore. E’ Thrash Metal classico, non innovativo, ma concepito con una buona dose di ispirazione artistica (con accenni che se sviluppati avrebbero portato ad essere Alternative).

“SMOKE” appare uno dei momenti più validi, tra le variazioni poste ad includere sia il cantato che il riffing; bella cadenza lineare, growling non estremo, un finale teatrale sentito visceralmente. L’altro bel risultato è “I’M THE NIGHT”, mezza epica, che divisa in due parti rende l’idea dell’estensione mentale che i musicisti posseggono; estensione che si trova anche in altri episodi.Presente come ospite il batterista brasiliano Raphael Saini  che ha suonato in molte band tra le quali gli Iced Earth nel 2013. Qui presta la sua batteria a “RUN”, un ottimo pezzo (tra i migliori) mezzo tirato e mezzo a ritmo medio, buono per l’headbanging dall’inizio alla fine, qui si combina benissimo il cantato roco e quello pulito; ma anche ottima la scelta della successione dei riff, e si cambia spesso impostazione legando però bene tutte le brevi parti. Una band che pare sapere quello che fa, con una attitudine quasi prog nel voler essere meno immediati e più legati alle atmosfere. Tale attitudine vale per tutto il disco ma lo si capisce piuttosto chiaramente in “Useless Creature” anche se ha un cantato che proprio fa venire in mente il maccheronismo italiano; però appunto la traccia è molto valida. Va detto che le chitarre e certa concezione metal è di stampo Metallica; a prova di ciò basta sentire la dinamica title-track “PASSENGER”, che inizia divertente e termina con grande pathos strumentale attraverso una parte solista davvero emozionante. Tra le minori “Columbus” presenta una voce registrata lontana, che funziona pur con lo squilibrio di una strumentazione in primo piano che rischia di soffocarla. Poi “Trip to Hell” ha una bella dinamica, ma la batteria è un po’ troppo semplicistica, sebbene a servizio della song; il suo ritornello comunque non abbandona mai la compiutezza della melodia. Per “Cast Away” schema riffico e canto quasi New Wave; la produzione di questa song lega male voce e parte strumentale e anche il finale è chiuso inadeguatamente. Parzialmente fiacca “Ghost” un po’ troppo derivativa.

Qua e là nel lavoro troviamo piccole concessioni più stranianti di stampo Death, eppure non così esplicite da far uscire dall’ambito Thrash che rimane la base quasi totalizzante degli Exihibit. Si intravede anche una scintilla punk e, strano a dirsi, una sonorità NWOBHM.

Bella la grafica della copertina. Io sono attirato da band come questa, che fuori dal mainstream sanno trovare una collocazione; forse peccano di qualche ingenuità, ma trovo che la forma datasi sia tutto meno che banale.  Le atmosfere sono fruibilissime e mantengono viva l’attenzione. Non c’è commercialità, la trama musicale è ben comunicata. Il loro valore è penalizzato da una tecnica di registrazione che andrebbe migliorata. Molti cambi di ritmo e di linee vocali all’interno delle singole tracce, ma mai in modo confuso data l’intelligente visione d’insieme che si denota. I like it!

Roberto Sky Latini

 

01.  Purple Star

02.  Columbus

03.  Trip to hell

04.  Smoke

05.  Cast away

06.  I am the night

07.  Run

08.  Useless creature

09.  Passenger

10.  Ghost

11.  All went wrong

 

Marcello Inglisa – vocals

Marco Cossu – guitars

Paolo Mura - bass

Davide Casti – drums

 

 

 

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