Milan Polak Scarred to perfection

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Ciao Milan! Prima di tutto grazie per la tua grande disponibilità e complimenti per il tuo lavoro e la tua musica.

Ciao Domenico, piacere mio!

Raccontaci la tua storia, come ti sei avvicinato al mondo della musica e alla chitarra in particolar modo?

In verità volevo diventare un batterista ma non avendo una batteria ho cominciato a suonare la chitarra. Cominciai ad orecchio utilizzando un libro che si chiamava “Beatles Complete”. Poi continuai con gli AC/DC, Queen, Iron Maiden ma anche Al Di Meola e Paco De Lucia. Un giorno un amico mi fece sentire Randy Rhoads e lì decisi di diventare un chitarrista serio.

 Ricordi il tuo primo live? 

Sì assolutamente. Suonavo musica pop/rock con un cantante Italiano e il nostro primo concerto assieme fu al festival di Vienna davanti ad un mare di gente. Avevo 15 anni, una esperienza impressionante. 

Che consigli ti sentiresti di dare alle band e ai musicisti emergenti?

Suonare e registrare il più possibile, fare concerti e scrivere brani originali. Purtroppo la maggioranza dei musicisti/band di oggi pensa che la cosa più importante sia creare una pagina su facebook ed avere più like possibili. Ma la realtà è che quello non ti porta ne un seguito 'vero' ne un contratto con una casa discografica...

 Parlando di strumentazione, di cosa non riusciresti a fare a meno durante un live o in studio di registrazione? 

Sicuramente le mie chitarre Music Man. Per il resto mi piacciono le cose semplici, nel senso chitarra buona, cavo buono, amplificatore buono. Se riesci a creare un bel suono così hai sempre una base abbastanza sicura. Non sono mai diventato troppo dipendente da roba tecnica tipo pedali, rack, etc.

Cosa ne pensi dello sviluppo della tecnologia nel mondo della musica? Simulazioni ed effetti digitali o valvole vecchia scuola? 

Buona domanda. Allora se posso scegliere sicuramente sempre valvole vecchia scuola. Detto questo devo comunque ammettere che le simulazioni hanno dei vantaggi ed anche io li sto usando. Di solito cerco di fare un misto quando sto registrando, cioè le parti principali con valvole e poi qualche parte in più con un plugin ogni tanto. 

 Su facebook stai pubblicando una serie di video nei quali ripercorri le influenze che più ti hanno formato come chitarrista, che ci dici a riguardo?

 Semplicemente ho deciso di fare una serie che si chiama “influences” dove suono vari assoli che ho imparato nella mia vita. Uno, per fare un tributo agli artisti e due, perché tanti mi hanno chiesto delle mie influenze. Quindi è anche un piccolo regalo ai miei fans. Per seguire i video fate una sottoscrizione su www.youtube.com/milanpolak oppure un 'mi piace' su www.facebook.com/milanpolakofficial 

Il tuo ultimo lavoro in studio ''Scarred To Perfection'' mi è piaciuto parecchio, qualche aneddoto da raccontarci a riguardo? Come lavori di solito in fase di composizione?

Grazie Domenico! ''Scarred To Perfection'' è il mio terzo disco vocale con vari ospiti come Kip Winger (Alice Cooper, Winger), Neil Taylor (Robbie Williams, Tears For Fears), Fabio Trentini (Le Orme, Guano Apes) e Dennis Leeflang (Bumblefoot, Lita Ford). I due singoli sono “This Time” (www.youtube.com/watch?v=79q33-Zc9N8) e “The Last Goodbye” (https://www.youtube.com/watch?v=5NgKKe27cDI).

In fase di composizione faccio tutto da solo e registro anche tutti gli strumenti. Poi mando le tracce agli altri musicisti. Una cosa forse interessante è che non compongo quasi mai con uno strumento in mano. 

Quali sono i tuoi progetti futuri? Collaborazioni? Progetti paralleli al lavoro solista? Nuove pubblicazioni in studio?

Al momento lavoro su 3 progetti: uno è un album vocale in acustico. Un altro è un progetto fusion strumentale col bassista Italiano Fabio Trentini e il super drummer Thomas Lang. Ormai abbiamo scritto e registrato la parte maggiore ed il CD dovrebbe uscire presto.

E poi sto anche collaborando con mio amico Ron “Bumblefoot” Thal (ex-Guns N' Roses). Abbiamo scritto un brano assieme e se tutto va bene il brano dovrebbe uscire prima della fine dell'anno... 

Prevedi di venire a suonare a breve in Italia?

Spero di sì. Sinceramente non dipende da me. Purtroppo la situazione economica è diventata molto difficile per tutti – musicisti e locali. Ed il fatto che ormai fanno suonare quasi solo gruppi cover/tribute oppure anche peggio i DJ non aiuta molto... in verità un peccato visto che l'Italia è un paese con una cultura musicale profonda...

 Domenico De Zio

 

 

 

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