“ROCKIN’ CURA 15

Written by Super User on . Posted in INTERVISTE


 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

Due giorni di festival nell’alto Lazio. Precisamente a Cura di Vetralla in provincia di Viterbo. Il mese è settembre, nelle date del 4 e del 5. Rispettivamente venerdì e sabato.

I gruppi sono sei, tre per sera; si comincia sempre alle ore 21.00 e l’ingresso è gratuito. Chi sono questi temerari organizzatori che scommettono ormai da cinque anni, e con successo (si parla in totale di 10.000 spettatori) sulla musica rock, in un periodo di crisi generale, ma anche di crisi musicale in termini economici?

L’abbiamo chiesto a Claudio Pisa, organizzatore e direttore artistico di Rockin’Cura:

1.      Sky – I dati italiani degli ultimi tempi testimoniano che, a dispetto di vendite sempre minori di album, si contrappone un aumento della disponibilità della gente a uscire per recarsi nelle sedi live sul nostro territorio nazionale, anche se in maniera diversificata secondo i generi. Questo vi sembra reale negli anni, anche rispetto alla vostra iniziativa presso Cura di Vetralla?

 

Claudio - Innanzitutto ciao SKY! Ma diciamo che dal punto di vista del pubblico non credo ci sia molta correlazione tra il calo di vendite dei dischi e l’aumento dell’affluenza agli eventi live. Le vendite hanno subito grossi colpi prima dalla diffusione della pirateria, ed ora dai vari Spotify, Deezer e chi più ne ha più ne metta. Nella nostra zona i fruitori sono aumentati moltissimo anche perché la cultura del live qua è molto giovane ma con tantissime potenzialità. Diciamo che sta avvenendo una decentralizzazione della cultura in generale, musica compresa. Tutto quello che prima era concentrato nei grossi centri urbani ora, piano piano, si sta spostando nelle zone più periferiche.

 

2.      Sky – Da che deriva la scelta della location di Cura? Come nacque l’idea? Qual è il ruolo del ImaginAction? E che tipo di accoglienza riceve dalle istituzioni e dalla cittadinanza?

 

Claudio – La scelta di Cura è stata semplice. Siamo nati e cresciuti qua e quindi non potevamo fare altrimenti. Abbiamo creato questa organizzazione (ImaginAction) appositamente per Rockin’Cura nel 2011. Ora siamo alla 5° edizione e non ci vogliamo fermare.
Il nostro evento per fortuna è ben voluto da tutti. Non abbiamo mai avuto grosse difficoltà nè con la cittadinanza nè con le istituzioni. Ma possiamo migliorare.

 

3.      Sky –In che modo siete riusciti a trovare i fondi, considerata la questione dell’ingresso gratuito?

 

Claudio – Questo è sempre il nostro tasto dolente. I fondi sono sempre pochi e bisogna imparare a farseli bastare in qualche modo. Il nostro evento è interamente finanziato da sponsorizzazioni private, soprattutto, e da una parte di fondi istituzionali. Vogliamo mantenere ancora l’ingresso gratuito, è un modo anche per creare quella cultura d’ascolto che dicevamo prima. Un giorno non è detto che non si passi ad un evento a pagamento, se ne varrà la pena.

 

4.      Sky –Qual è l’approccio per selezionare le band e le realtà rock da presentare al festival?

 

Claudio – L’approccio è sempre lo stesso: Studiare ed ascoltare tanta musica. Alla fine si selezionano le sei band. Ovviamente c’è tanto gusto personale in queste scelte, ma non sono mai a caso, sono sempre un equilibrio tra la qualità del live del gruppo, la qualità della musica ed, ahinoi, l’esposizione economica necessaria per chiudere la trattativa.

 

5.      Sky – Raccontaci a quale tipo di musica rock si assisterà. I gruppi di quest’anno appaiono abbastanza diversificati per attitudine e per suoni, e hanno anche esperienza alle spalle. Pensi che si tratti di musicisti poco valutati dal mainstream?

 

Claudio – No, ritengo che, per la corrente che rappresentiamo noi, questi gruppi siano abbastanza valutati. Il mainstream è troppo lontano dalla musica di qualità. Troppo concentrato su fattori che non ci appartengono. Quest’anno avremo due serate abbastanza diversificate tra loro. La prima sera (A toys Orchestra, Fratelli Calafuria ed Astral Week) sarà sicuramente più all’insegna dell’Alternative Rock con abbastanza distorsioni e melodie anglosassoni. Sabato 5 invece (Thegiornalisti, Giovanni Truppi, Sofia Brunetta) sarà una serata sicuramente meno distorta ma con tantissima qualità compositiva. Io personalmente non vedo l’ora.

6.      Sky - E che tipo di stand troverà il pubblico? Nella vostra filosofia importante è l’affermazione dell’accostamento tra le arti, pittura, fotografia, ecc., quanto successo hanno questo tipo di integrazioni? Funzionano?

 

Claudio – Un festival non è solo un palco con dei musicisti sopra. Un festival è un’esperienza per lo spettatore che culmina con lo spettacolo live. Noi cerchiamo di riprodurre questa filosofia, quindi curiamo la parte cibo con area food, aree espositive, aree relax. Insomma si cerca di mandare via le persone tanto felici.

 

7.      Sky– Che tipo di pubblico è stato quello che è convenuto alle passate edizioni del Rockin’Cura?

 

Claudio – Il nostro target è quello giovanile. Abbiamo avuto sempre un incremento di spettatori ogni anno e speriamo di confermare questa tendenza anche a settembre. Ovviamente dovrei baciare in bocca ogni persona che ha orbitato intorno al nostro festival, se non fosse per loro non saremmo qui ora.

8.      Sky -C’è un qualcosa che differenzia l’edizione che prenderà vita quest’anno da quelli già realizzati in passato?

 

Claudio – Si. Quest’anno allargheremo l’area festival. Ci sarà una area “food” nuova di zecca per poter accogliere le persone fin dal tardo pomeriggio. So che è solo cibo ma è un servizio importante in una organizzazione. Avremo dei corner adibiti a giochi e relax e apriremo per la prima volta la nostra struttura ad inviati stampa.

 

9.      Sky – A guardare il bill sembra proprio che il largo respiro nazionale sia preservato, sognate mai di avere anche ospiti stranieri?

 

Claudio – Beh. Perché no? Gli ArcticMonkeys ce li vedrei beneJ.

 

10.  Sky -Quanta fatica c’è nella messa in atto di un festival come il vostro? Quali elementi pensate sarebbero utili a diminuire le difficoltà che incontrate nell’organizzazione?

 

Claudio –La fatica è tantissima. Ci si lavora quasi tutto l’anno. Il problema purtroppo sono sempre i soldi. In un mondo utopico quello che facciamo sarebbe un lavoro e non una passione da portare avanti la notte nel dopo lavoro. Chissà se un giorno qualcosa possa cambiare.

 

11.  Sky - Ma adesso dicci chi è Claudio e quanta passione ha, e che musica ascolta.

 

Claudio – Io sono un ragazzaccio di 31 anni con la passione della musica ovviamente. Una passione talmente grande da togliere il sonno, come dicevamo prima. Di giorno faccio l’informatico e di notte e di estate mi trasformo in organizzatore di concerti. La musica che ascolto è proprio quella che cerchiamo di portare sul palco fin dal primo anno. Finche però i Ministri e gli Afterhours non saranno su quel palco non sarò contento.

 

12.  Sky – E’ presente una scena locale che in qualche modo facilita il vostro compito e che poi rende possibile anche il buon afflusso di gente al festival? Quanto grande vi sembra il richiamo per gli appassionati fuori zona o di fuori regione?

 

Claudio – La scena locale è giovanissima ed è nata grazie a noi ed altre realtà che hanno deciso di buttarsi in queste avventure ( vedi Il Muso di Oriolo Romano, Eco Sound Fest di Caprarola, la Backstage Academy di Viterbo, MusicaAlCentro, tanto per farvi qualche nome). Negli ultimi anni la scena si è ingrandita tanto da portare spettatori fuori territorio e fuori regione, si.

 

13.  Sky - Hai qualche curiosità da raccontarci, o qualche aneddoto particolare?

Claudio – Di aneddoti ce ne sarebbero tantissimi. Ma devo dire che Rockin’Cura mi ha permesso di conoscere tante persone, e tante di queste ora sono parte fondamentale della mia vita privata.

 

14.  Sky - Un qualche sogno per il futuro? Hai già idee per il prossimo evento?

 

Claudio – Il futuro è una trappola dicevano i Ministri. Sicuramente l’obiettivo è quello di crescere sempre di più. È un sogno ma vogliamo portare questo festival all’altezza dei grandi.

 

15.  Sky - Chi sono le persone che ti senti di ringraziare?

Claudio –Per una volta approfitto di questa domanda. Ho tante persone da ringraziare: Tutti i ragazzi di ImaginAction senza i quali il festival non avrebbe forma, Marco Norvegi la mia metà organizzativa, Slinky la mia metà e basta, Finch e tutta la Backstage Academy, gli sponsor che ci finanziano e che credono in noi, Filippo Salfa che cura la nostra veste grafica e comunicativa e che sopporta tutte le mie richieste, Valerio Motta e Pizzetto (i nostri responsabili audio),l’Arci di Viterbo, Michele Vittori, Il Muso, l’EcoSoundFest, tutti i partecipanti del nostro festival, tutte le attività che lavorano all’interno dell’area, voi e tutte le persone che maldestramente non ho elencato. Mio padre.

Le informazioni per il “Rockin’Cura” le potete trovare sul sitowww.rockincura.com e sulla pagina fb(//www.facebook.com/imaginaction.eventi)

A cura di Roberto Sky Latini

 

 

 

FOLLOW US

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione