Dave Weckl & Jay Oliver Convergene

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                                                               Dave Weckl & Jay Oliver

                                                               Convergene

                                                               GRP, Stretch

                                                              www.daveweckl.com

 

 

 

Nuova eccezionale avventura musicale per il batterista, didatta e produttore Dave Weckl. Il disco in oggetto, intitolato “Convergence” e scritto a quattro mani con il tastierista Jay Oliver è, sicuramente, un disco diverso da quelli a cui, il drummer statunitense, ci aveva abituati.

Dopo la fusion in tutte le salse espressa in “The Zone” e la massiccia presenza  rock in “Synergy”, Convergence  segna, per alcune tracce, un ritorno al passato (come indicato nella descrizione presente sul sito ufficiale dell’artista) e, per altre, una rivisitazione in chiave moderna di un repertorio collocabile nel immaginario del jazz classico.

La raffinatezza, la competenza e il gusto della musica strumentale, si sposano perfettamente con la fruibilità del pop che entra prepotentemente, e s’interseca in modo rilevante ma non invadente, grazie ad alcuni interventi vocali di primissimo livello.

Il disco è caratterizzato, come di consueto, dalla presenza di ospiti di gran prestigio: da Randy Brecker (in “Twelvin”) a Mike Stern  che, in “Sternoids”, sembra quasi ricostruire le ambientazioni tipiche del suo “Jigsaw”, album tra i più riusciti della discografia jazz/fusion.

Bellissima l’interpretazione di Emilie Claire Barlow (fresca di pubblicazione del suo “Live in Tokyo”) nella track “Carousel” catalogabile come la più “pop” tra le presenti e con armonie che richiamano, in molti passaggi, uno stile compositivo che rimanda al primo Sting per poi, verso la fine, esplodere con soffusi ma, al tempo stesso, godibili, interventi di tastiera di Oliver (quest’ultimo, coadiuvato da Tom Kennedy e Gary Meek rispettivamente al basso e al sax tenore). 

Atmosfere da colonna sonora, almeno nella prima parte (chi ha visto il film “Black Rain – Pioggia Sporca” capirà) che sfociano in ritmi e sonorità celtiche sono quelle che caratterizzano la riuscitissima “Road to Connemara”, regione irlandese già fonte d’ispirazione per altri artisti (da Michel Sardou alla nostra Fiorella Mannoia).  Il brano, teatro di un’efficace fusione tra strumenti moderni e tradizionali (in particolare violini e cornamuse) ci introduce alla title-track, Convergence, nella quale si fanno sentire in modo più incisivo gli schemi tipici del Dave Weckl compositore.

Il tema è di quelli che si potrebbero fischiettare in una giornata come tante, magari mentre si va a lavoro; le chitarre sono più presenti con ritmiche taglienti ed enfatizzate da un wah quasi sempre aperto . Il lungo solo di sax di Meek  ci accompagna, gradualmente, alla fase finale del brano curata da Oliver.

Tra le altre tracce, merita una menzione speciale la cover di Higher Ground (Stevie Wonder) sapientemente interpretata da Chrissi Poland (cantante newyorkese che vanta collaborazioni con Nile Rodgers, Moby, Scissor Sisters e molti altri).

In conclusione possiamo dire che “Convergence” è un disco che merita un ascolto e che, sicuramente, può saziare quella fame di novità di cui, anche nel mondo della musica definita “di nicchia”, si avvertivano gli inequivocabili sintomi.

 

Stefano  Pavone

 

01. Apocalypso

02. Sternoids

03. Carousel

04. Road to Connemara

05. Convergence

06. Cups (You're Gonna Miss Me)

07. Twelvin

08. Hand It Over

09. Higher Ground

10. Incantation

 

Lead Vocal - Chrissi Poland

Drums - Dave Weckl Chris Coleman

 

Rhythm Section

Jay Oliver - keyboards & programming

Dean Brown - guitar

Jimmy Johnson - bass

 

Horn Section

Brandon Fields - Sax

Eric Jorgensen - Trombone

Michael McGuffey - Trumpet

Backing Vocals

Nita Whittaker - Raffia Ford  

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