The Stanley Clarke Band Up

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                                                                          The Stanley Clarke Band

                                                                          Up

                                                                          Heads Up

                                                                         www.stanleyclarke.com

  

 

 

Con un nome del genere in copertina si è sicuramente in ottime mani. Una copertina in fin dei conti minimale e improntata sulla falsariga del precedente album, della stessa formazione, risalente al 2010 dove su uno sfondo completamente bianco Clarke e il suo Alembic a quattro corde erano assoluti protagonisti accompagnati solamente dal nome della band e da quello degli ospiti. Nel nuovo disco l'impaginazione resterà fondamentalmente la stessa con la sola sostituzione dei nomi dei turnisti a favore del titolo dell'album. 


Ciò che conta però è la sostanza quindi non ci resta che togliere l'album dalla sua custodia, premere il tasto play e goderci l'ultimo lavoro di Stanley Clarke, uno dei bassisti elettro/acustici entrati nella storia della musica grazie a circa quarant'anni di attività, più di sessanta album e ben quattro Grammy Awards all'attivo.


Interamente prodotto da Clarke e pubblicato a fine settembre dello scorso anno (2014) ''Up'' è un album composto da dodici brani per un totale di circa quaranta minuti di ascolto complessivo. Album considerato dallo stesso Clarke il più energetico e ricco di groove tra i suoi lavori, basta infatti ascoltare le prime note di basso in slap sul primo brano ''Pop Virgil'' accompagnate inizialmente solo da un battito di mani per capire a cosa si riferisce Clarke, un funk incalzante e coinvolgente nel quale le sue linee di basso si incastrano con le solide ritmiche del batterista John Robinson in un crescendo continuo.

Il brano successivo ''Last train to sanity'' cambia abito passando da un concentrato di funk e blues qual'era il brano precedente ad una sonorità più vicina al mondo delle colonne sonore, mondo già spesso frequentato da Clarke in passato. Un tema all'unisono sarà la rampa di lancio per questo interessante brano arricchito dagli archi dell' Harlem String Quartet.

Le prime battute di ''Up'' invece, traccia che da il nome all'album, potrebbero quasi ricordare l'intro di ''Message in a bottle'' dei Police ed infatti, andando a spulciare nella lista degli ospiti di questo disco, in questo brano alla batteria troviamo proprio Stewart Copeland, storico batterista dei Police.

Dopo un coinvolgente viaggio in Brasile sui ritmi e le sonorità samba di ''Brazilian Love Affair'' dedicata al da poco scomparso tastierista George Duke possiamo ascoltare in ordine sparso tra gli altri brani ben tre soli di basso della serie ''Bass Folk Song'' composti da Clarke nei primi periodi della sua carriera e concepiti già in principio come linee da utilizzare in un bass solo. La prima è ''Bass Folk Song #13: Mingus'' traccia nella quale il contrabbasso è l'unico protagonista di una traccia attraverso la quale Clarke rende omaggio a Charles Mingus. In ottava posizione  troviamo invece ''Bass Folk Song #7: Tradition''  nel quale, nonostante quel ''tradition'' nel titolo e la voglia di Clarke di rifarsi a grandi jazzisti del passato, questa volta Clarke utilizzerà un basso Alembic elettrico per poi tornare al contrabbasso nella decima traccia che unisce ben due di queste composizioni  ''Bass Folk Song #14: Dance of the Giant Hummingbirds'' e la  ''Bass Folk Song #15: Eleuthera Island''.

Tra gli altri brani troviamo la bella jam ''I Have Something To Tell You Tonight''. Dalle sonorità jazz più classiche ed evocative è invece la settima traccia ''Trust'' dedicata alla figlia Natasha, ''Gotham city'' brano nato dalla passione di Clark per i fumetti e i supereroi e ''School day'' brano già registrato nel 1985 da Clarke e ora reinterpretato con Gerry Brown alla batteria, Jimmy Herring alla chitarra e Rusian Sirota al piano e ai sintetizzatori. Chiude l'album un brano dedicato alla moglie Sofia e registrato live nel 2013 in Giappone con un ospite d'eccezione, il pianista Chic Corea.

Un album completo e complesso ma piacevole da ascoltare. Un disco nel quale Stanley Clarke accompagnato da validissimi strumentisti tocca diverse sonorità a volte anche molto distanti tra loro riuscendo però ad organizzarle in un lavoro organico e fluente. Senza dubbio un album da avere e da ascoltare.

Domenico De Zio

 

 

01. Pop Virgil                   

02. Last Train To Sanity

03. Up

04. Brazilian Love Affair – Dedicated To George Duke

05. Bass Folk Song #13: Mingus

06. I Have Something To Tell You Tonight

07. Trust – Dedicated To Nana

08. Bass Folk Song #7: Tradition

09. Gotham City

10. Bass Folk Song #14: Dance Of The Giant Hummingbird / Bass Folk Song #15: Eleuthera Island

11. School Days

12. La Canción de Sofia

 

 

Stanley Clarke – acoustic bass, electric bass, producer, vocals

Ronald Bruner, Jr. – drums

Ruslan Sirota – piano, keyboards

Hiromi – piano

 

 

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