Intervista ai Crematory

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“Antiserum”, dodicesimo studio album dei Crematory, segna il ritorno sulle scene della band tedesca dopo quattro anni dalla precedente pubblicazione “Infinity”. Normalmente, i Nostri sono soliti pubblicare nuovi album a cadenza quasi annuale, motivo per cui questo lungo lasso di tempo risulta decisamente un’anomalia per i loro standard. Questo è stato il punto di partenza per la nostra chiacchierata con Markus Jullich, batterista e membro fondatore dei Crematory, che pur facendo orecchie da mercante a qualche domanda un po’ più cattivella, si è comunque dimostrato gentile, cortese e mai avaro di sincere risate lungo l’intervista! Ecco cosa Markus ci ha raccontato a proposito di “Antiserum” e non solo… 

1- Siete sempre stati una band molto prolifica dal punto di vista discografico, immettendo sul mercato a cadenza quasi annuale un nuovo album. Come mai invece abbiamo dovuto aspettare oltre tre anni tra il precedente “Infinity” e “Antiserum”?

Salve a tutti, il motivo principale di questa lunga attesa è stata la promozione del nostro lavoro precedente “Infinity”, uscito nel 2010. Abbiamo fatto un sacco di concerti girando tutta l’Europa negli ultimi 3 anni, e solamente una volta finito questo periodo on the road, ci siamo dedicati alla stesura del nuovo materiale. Il secondo motivo di questa assenza è stata la ricerca di una nuova label per i Crematory, visto che il contratto che ci legava a Massacre Records era scaduto, prendendoci tutto il tempo necessario a valutare e scegliere tra le varie offerte proposte, quella migliore per noi. Due anni fa inoltre, abbiamo iniziato la fase di songwriting, stravolgendo quello che era il nostro normale modus operandi, visto che volevamo inserire per la prima volta una forte componente EBM nella nostra musica, contattando Elmar dei Centhron, che è un gran fan dei Crematory. Conoscendo molto bene quanto da noi fatto in passato, abbiamo detto ad Elmar: “Ok, conosci bene lo stile dei Crematory, vediamo come riesci ad amalgamare il nostro sound alla musica EBM!”. È stato un lavoro complesso, che ha richiesto circa 5-6 mesi per la scrittura delle parti di tastiere, arrangiamenti, melodie, hooks e tutto il resto. C’è voluto del tempo ovviamente anche per la giusta scelta dei suoni e la giusta unione tra la batteria e le parti campionate EBM di Centrhon. In seguito, è toccato a Matthias (Hechler, chitarra) e Harald (Heine, basso) registrare le linee di chitarra e di basso, e successivamente Felix ha iniziato a lavorare alle lyrics dell’album. L’intero processo ha richiesto in tutto un paio di anni, visto che noi tutti abbiamo anche dei lavori extra-musicali e possiamo dedicarci ai Crematory solamente in determinati momenti della vita.

 

2- Il nuovo album presenta una massiccia dose di parti elettroniche, vicine all’industrial e all’EBM molto seguite in Germania e non solo. Queste caratteristiche erano presenti anche nell’album “Revolution”, ma in maniera diversa. Quali credi siano le differenze più importanti tra questi due album?

Beh, differente è stata anzitutto la concezione e l’evoluzione che è stata dietro ai due album. La differenza principale sta nel fatto che “Revolution”, il primo in cui abbiamo inserito determinati elementi, era un album ispirato da altri tipi di musica elettronica, prendendo come riferimenti principali la musica dance e la trance music, elementi insomma più radiofonici e commerciali. “Antiserum” è invece molto più oscuro, l’EBM per definizione è basata su di un suono molto più scuro e profondo della dance, ed era proprio quello che volevamo per il nuovo album.

 

3- Immagino che vi siate trovati a comporre in maniera differente rispetto al passato, dovendo curare sia la parte metal che quella elettronica: ti va di raccontarci qualcosa a riguardo? Tu come batterista sarai stato il membro più coinvolto in questo processo rivoluzionario per i Crematory…

Si, per me come per gli altri ragazzi si è trattata di una sfida affascinante, che abbiamo affrontato con entusiasmo. Sai, non sono il tipo che suona per 30 anni le stesse cose come gli AC-DC, ho costantemente bisogno di nuove sfide, di nuovi stimoli per sviluppare il mio drumming e la mia creatività; con “Antiserum” abbiamo sicuramente realizzato il nostro lavoro più fresco e moderno: adoriamo i nostri lavori più datati, ma con il nuovo album abbiamo dimostrato che quando vogliamo possiamo essere moderni ed al passo coi tempi, più e meglio di quanto fatto nel 2004 con “Revolution”.

 

4- Per le parti elettroniche avete collaborato a quattro mani con Elmar Schmidt, del gruppo EBM Centhron, nome noto in Germania e Nord Europa. Come è nata l’idea di questa collaborazione? Puoi raccontarci qualcosa in più sul suo contributo al risultato finale di “Antiserum”?

Prima di iniziare a scrivere le nuove canzoni ci siamo ritrovati tutti insieme per discutere su cosa avremmo potuto fare nel prossimo album per proseguire nella nostra maturazione; per darti un’idea, considera che utilizziamo sempre per i nostri lavori dei “working title” durante la lavorazione e la stesura dell’album, e quello di “Antiserum è stato quasi subito “EBM, Keyboards, Centhron, and loops synth for metal guitars!!”: come vedi, l’idea di muoverci verso certi tipi di sonorità è stata decisa all’unanimità già dalle prime fasi del songwriting, se non addirittura prima. Dopo tutti questi anni, sappiamo bene quali amicizie abbiamo sviluppato e di chi possiamo fidarci, pensando subito di affidare ad Elmar, che è un ottimo amico di Felix e Harald, il delicato compito di gestire la parte elettronica di “Antiserum”. Lui, entusiasta della nostra proposta, ci ha detto “Ok, ragazzi ho bisogno di 3 dei vostri pezzi, per farne una versione EBM di prova”. Gli abbiamo mandato quindi alcune nuove tracce ed è stato semplicemente fantastico capire quali possibili svolte avrebbe potuto prendere la nostra musica, quale sound potevamo creare con le nuove canzoni. Gli abbiamo quindi dato il nostro ok senza riserve, capendo immediatamente l’importanza e la qualità che il suo apporto avrebbe donato al progetto. Abbiamo lasciato che lavorasse con calma alla cosa, dopodiché noi Crematory ci siamo occupati degli arrangiamenti, delle chitarre, insomma di tutti i nostri step compositivi sopra le basi create da Elmar.

 

5- In diverse occasioni (“Inside Your Eyes”, “Back From The Dead”)), oltre che alle influenze elettroniche, si possono sentire nelle canzoni ritmiche stoppate in palm mute molto vicine all’operato di realtà moderne appartenenti alla frangia del deathcore. Sei d’accordo con me? Cosa pensi a riguardo di questo genere molto in voga oggi?

Beh vedi, fra tutti siamo ispirati da una gran varietà di generi musicali, che si mescolano insieme nelle canzoni dei Crematory. Harald per esempio è un grande fan dell’Ebm, soprattutto della parte più noise, piuttosto che di quella erotica(??), mentre Matthias alla chitarra invece, è un vero patito del thrash metal, ed è infatti quello che più incide nella composizione di parti metal nel nostro sound. Felix è molto più avvezzo invece alla scena death metal, mentre io adoro la grande musica rock in generale, specialmente quello di fine anni ‘70/ anni ’80: Katrin (Jullich, tastiere) infine, ascolta molta musica moderna e commerciale. Ognuno insomma ha i propri gusti, anche molto distanti l’uno dall’altro, che convergono poi nella band per un risultato finale tipicamente Crematory.

 

6- La prima parte della vostra discografia è stata sempre pubblicata da Massacre Records, mentre da “Awake” a “Revolution” vi siete affidati alla Nuclear Blast, prima di tornare nuovamente sotto Massacre. Il nuovo “Antiserum” invece è il primo ad essere pubblicato da Steamhammer. Dopo essersi persi e poi ripresi, cosa ha spinto i Crematory ad abbandonare nuovamente la Massacre in favore della nuova etichetta tedesca?

Per il nuovo materiale abbiamo contattato varie labels, per avere un ventaglio di offerte da cui poter scegliere con calma, perché è questa la nostra priorità adesso come gruppo. Come potrai immaginare, le labels più “classiche” e datate non hanno apprezzato molto il nuovo album: la Nuclear Blast ad esempio, ci ha detto che “Antiserum” era troppo moderno, troppo commerciale per poter uscire sotto il loro nome. Con Massacre invece abbiamo parlato di un possibile rinnovo del contratto, ma in realtà volevamo una label che, rispettando ovviamente il nostro passato, fosse entusiasta del nostro nuovo corso: così è stato per Steamhammer, etichetta con la quale non avevamo avuto niente a che fare in passato, ma che ha dimostrato interesse e grande professionalità verso di noi, così come per tutti i gruppi del suo roster, visto che produce musica di qualità da quasi 30 anni! Lavorare con loro è stato fantastico, hanno avuto nuove idee per la nostra promozione, idee fresche per espandere il nostro nome rispetto alle nostre esperienze passate, non facendo rimpiangere affatto il lavoro svolto precedentemente da Massacre e Nuclear Blast Records.

 

7- Partendo da delle solide base di death melodico e progressivo, vi siete in seguito spostati verso un gothic death molto teatrale, fino ad influenze più moderne in seguito. Come credi si inserisca “Antiserum” nella vostra discografia? Quali punti in contatto mantiene con i lavori di inizio carriera dei Crematory?

Credo che ogni lavoro che abbiamo realizzato sia stato fondamentale per la nostra maturazione; ogni volta abbiamo compiuto un passo avanti rispetto al precedente. Come giustamente dicevi, quando abbiamo iniziato eravamo una band melodic-death, perlomeno per i primi due album, mentre con il terzo “Illusions”, e specialmente con il nostro singolo “Tears Of Time”, siamo stati spesso paragonati a bands come Paradise Lost e Tiamat, inserendoci tra i primi esponenti del gothic metal in Germania, per le atmosfere, l’utilizzo delle tastiere ecc. In generale, sviluppiamo il nostro stile da album ad album, ognuno è fondamentale, e quello che più cerchiamo di evitare è che ogni lavoro non si evolva rispetto al precedente, ricalcandone lo stile. Noi, come musicisti, abbiamo bisogno di novità, di nuove sfide da affrontare, non di proporre la solita merda per un periodo troppo lungo; vogliamo il cambiamento, vogliamo portare avanti la nostra band. Stiamo affrontando molte interviste ultimamente, ed i giudizi della stampa e dai giornali per ora sono stati entusiastici per “Antiserum”, inserendoci in molti casi come “album del mese” e cose simili; vedremo se anche il pubblico risponderà ugualmente venendo ai nostri concerti e supportandoci. Per me “Antiserum” è estremamente importante, poiché con esso non abbiamo fatto uno solo, ma ben tre passi avanti rispetto a prima, e sono molto curioso di sapere come andrà. Tra poche settimane l’album sarà fuori e potremo finalmente vedere come sarà accolto ed il riscontro che riceverà da parte di vecchi e speriamo nuovi fans.

 

8- La vostra line-up è incredibilmente stabile dal 1999, con ben tre membri che suonano insieme da oltre 20 anni! L’unico momento buio è stato lo split avvenuto in seguito alla pubblicazione di “Believe”, ma poco dopo vi siete riuniti e tornati in pista più forti che mai. Cosa puoi dirci circa le motivazioni dello scioglimento nel 2001, e qual è invece il segreto che vi ha permesso di rimanere uniti per tutto questo tempo?

Ecco vedi, il problema più grosso nel 2011 è stato che in quel periodo l’industria musicale era letteralmente sconvolta dalla copia illegale di cd, circolavano molti pochi soldi, che non erano quindi sufficienti per pagare tutto quello di cui avevamo bisogno come persone e come artisti. Tra la fine del millennio e l’inizio del nuovo il mercato discografico è crollato, i guadagni si sono ridotti del 50% rispetto a prima, ovviamente ripercuotendosi anche sulla nostra situazione. Ecco perché abbiamo deciso di sedersi ad un tavolino e dire “Ok, non vogliamo che questa crisi incida sulla qualità della nostra musica. Preferiamo scioglierci adesso, concentrandoci ognuno sulla propria vita personale ed ottimizzando i rapporti con le nostre famiglie. Abbiamo passato dieci anni fantastici come Crematory, ma se non possiamo realizzarci ed esprimerci al 100% con la nostra musica, preferiamo abbandonare”. Credo sia stata la cosa migliore da fare al momento,poiché quattro anni dopo, per il nostro come-back, siamo stati contattati da Nuclear Blast con una offerta più che soddisfacente! Sentivamo il bisogno di tornare sul palco, di registrare nuova musica e così siamo tornati, esclusivamente però come “hobby-band”, visto che ognuno di noi ha il proprio lavoro e ci dedichiamo con calma e professionalità ai Crematory solamente quando liberi da altri impegni; non abbiamo assolutamente il tempo libero che avevamo in passato, possiamo permetterci un nuovo ciclo album-tour promozionale circa ogni tre anni, non ogni anno come eravamo abituati a fare, ed in ogni caso spostandoci per i live solamente nei week-end. Al nostro ritorno, abbiamo esposto queste prerogative alla Nuclear Blast, che ha accettato serenamente queste condizioni. Solo così abbiamo avuto ed abbiamo modo di comporre senza pressioni, tutto va alla grande, abbiamo molte più persone ai concerti, poiché suonare nei week-end è molto meglio che non di lunedì o mercoledì, insomma negli ultimi anni tutto gira alla grande in casa Crematory! Per quanto riguarda la nostra longevità in line-up, credo che tutto si basi su di un profondo rispetto che nutriamo l’un l’altro, per la diversità delle idee altrui. Nella vita si prende e si da, e quando rispetti gli altri, e senti ricambiati verso di te questi sentimenti, tutto va alla grande e si creano forti legami tra le persone. Quando nel 1999, abbiamo mandato via Lotte (Forst, ex-chitarrista della band), scherzavamo spesso con Matthias dicendogli “Hey, potresti essere il nostro nuovo chitarrista” e bhe, lo è diventato davvero, ed è con noi ormai da15 anni! (ride, nda). L’amicizia come vedi è la base dei rapporti, così come la capacità di sedersi ad un tavolo e parlare, discutere dei problemi, invece che chiudersi solamente sulle proprie posizioni evitando il dialogo.

9- Bene, lo spazio a disposizione volge al termine! Lascio a te le ultime righe per dire quello che vuoi e salutare i vostri fans italiani! Si, voglio innanzitutto ringraziare te Edoardo per l’intervista e tutti i nostri fans italiani che ci supportano da così tanto tempo! Stiamo organizzando le prossime date con la nostra booking agency, e ci piacerebbe davvero riuscire a passare anche dalle vostre parti stavolta. È molto tempo che non suoniamo da voi, ma ogni volta in passato abbiamo vissuto momenti fantastici in Italia! Adoriamo naturalmente il vostro cibo, come potrai notare dalle nostre immagini promozionali (ride, nda)!! Speriamo di potervi visitare il prima possibile, intanto ascoltate il nuovo album “Antiserum”, sono sicuro che non vi deluderà. A presto!!

Edoardo De Nardi

 

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