Intervista ai The Psychedelic Ensemble

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1 - Ciao TPE

Ciao Pierluigi. Grazie per aver dedicato del tempo alla mia intervista. E' un grande onore per me promuovere la mia musica anche in Italia.

Puoi presentarti ai fan italiani della musica progressive ?

Io sono principalmente un compositore e ho avuto una lunga e fortunata carriera nella musica classica . La mia musica viene eseguita da importanti artisti di tutto il mondo e sui principali palchi per concerti classici, come la Carnegie Hall e così via . Sono anche stato profondamente coinvolto nella musica progressive e in quella fusion per oltre 30 anni.

Come vorresti essere percepito dagli italiani appassionati di musica?

Credo che vorrei essere percepito dagli ascoltatori come un compositore e un performer che ha dato un contributo significativo alla musica progressive. La mia speranza è che gli ascoltatori trovino qualcosa di consequenziale nella mia musica.

2 - La tua musica spazia dal progressive rock sinfonico alla musica classica con alcune incursioni nel jazz fusion . Qual è il tuo background musicale e quali band o musicisti hanno influenzato le tue composizioni musicali ?

Sono cresciuto negli anni '60 e sono stato profondamente affascinato dalla musica che stava emergendo. Gruppi come i Beatles, gli Stones, Dylan e molti altri hanno catturato completamente la mia attenzione . Ho iniziato a suonare la chitarra, il pianoforte, la batteria e altri strumenti in età  precoce . Negli anni '70 ho iniziato a suonare la musica progressive e quella fusion con diverse band. Più tardi, mentre ancora mi dedicavo alle esibizioni, ho studiato e ho ottenuto tre lauree in composizione, tra cui anche un dottorato. Dagli anni '70 ho lavorato nel settore della musica come esecutore, compositore, arrangiatore, produttore e ingegnere del suono. Ho anche insegnato orchestrazione, tecniche di studio e composizione in diverse importanti università negli Stati Uniti.

Le mie influenze musicali sono molto varie. Sono stato certamente influenzato dalla musica rock del periodo di massimo splendore, ma anche dalla musica progressive e da quella fusion degli anni '70. Sono da tanto tempo un fan di Chick Corea, John McLaughlin, Carlos Santana, Joe Zawinul, Larry Coryell e altri ragazzi della musica fusion. Ho anche un profondo amore per la musica classica, in particolare per la musica dal Medioevo, del Rinascimento e del ventesimo secolo, Stravinskij e Schoenberg per esempio. Ha influenzato il mio lavoro anche la musica elettronica di avanguardia. Credo di ispirarmi a un terreno musicale molto vasto.

3 - Suoni veramente tutti gli strumenti dei tuoi album ?

Sì, io suono tutti gli strumenti e canto anche la maggior parte dei testi. Ci sono però alcune eccezioni. In “The Myth of Dying” ho un violinista ospite che troviamo anche in “The Dream of the Magic Jongleur” perchè io non sono un grande suonatore di violino. Nell’ultimo album “The Tale of the Golden King” c'è anche una grande orchestra e Karen Ann contribuisce alla parte vocale pricipale e  alle backing vocals. Altrimenti io suono tutto, compresi gli strumenti esotici, quali la chitarra a scatola di sigari, il mandolino, il dulcimer e alcuni strani strumenti a percussione.

4 - I quattro album pubblicati finora sono tutti concept album. Perché questa scelta così difficile ? Si tratta di una sfida speciale per te ?

Sono stato addestrato durante lo studio di composizione a unificare e a sviluppare le mie idee musicali da movimento a movimento o da sezione a sezione. In altre parole, se uno scrive un quartetto d’archi in quattro movimenti, ad esempio, tutti i movimenti dovrebbero utilizzare lo stesso materiale in maniera diversa e perciò unificare in questo modo l'intera composizione . Non è una novità,  naturalmente. Si è utilizzata questa tecnica di composizione per secoli. Quindi,  nella mia musica progressive, cerco di unificare tutti i brani dell'album riutilizzando motivi e temi principali, ma cambiando sempre la loro atmosfera. Ne dovrebbe conseguire che anche i testi delle canzoni dovrebbero essere in un certo senso unificati. E ciò ci conduce al concetto in cui ogni canzone dell'album diventa una singola partecipante di un dramma su larga scala.

Questa è una sfida per me sia dal punto di vista della musica che dei testi. Devo creare una storia o un filo conduttore e poi comporre testi e musiche che sviluppino la narrazione ideata. Ciò è molto più difficile che, diciamo, la scrittura di un album in cui le tracce non hanno nulla a che fare l’una con l'altra, almeno è più difficile per me .

5 - Tutti i tuoi album sembrano essere un viaggio all'interno di territori inesplorati. E' così ? Perché questa scelta non convenzionale ?

Esplorare  terreni musicali e teatrali insoliti mi entusiasma veramente. Tutti i concept album sono, come dici tu, un viaggio o un’escursione attraverso altri mondi. In “The Art of Madness” si tratta di un viaggio nella psiche di un artista disturbato. In “The Myth of Dying” si tratta di un viaggio a fianco di un poeta defunto che vaga per l'aldilà. “The Dream of the Magic Jongleur” è un viaggio nei magici sogni di un musicista itinerante, il "giullare". Quando ho finito quell'album, tra l'altro, veramente mi mancava il vecchio giullare! Ora il nuovo album “The Tale of the Golden King” esplora un incantato regno medievale e si basa su storie dal Medioevo di un eroe dormiente e di un re delle montagne. Mi piace inventare la musica e le storie. E' uno sforzo divertente e anche impegnativo.

6 - In particolare, cosa ti piacerebbe mettere in luce con il tuo ultimo disco "The Tale of the Golden King" ?

Quello che vorrei sottolineare in merito a “The Tale of the Golden King” è il modo in cui il disco scorre da un brano all'altro senza cuciture. E' come una sola canzone di 72 minuti. Anche le sezioni orchestrali aggiungono una nuova dimensione al progetto The Psychedelic Ensemble. E' difficile amalgamare strumenti elettrici e orchestra,  ma io sono felice dei risultati ottenuti.

7 - La tua musica è complessa e strutturalmente ben costruita, a volte sofisticata. Quanto è difficile la creazione di questo tipo di musica ? Nasce spontaneamente o è il risultato di lunghe sessioni di registrazione ?

A volte la musica nasce rapidamente e senza molto sforzo, ma il più delle volte richiede molto lavoro e altrettanta rielaborazione del materiale. Il trucco è quello di assicurarsi che l'ascoltatore non possa mai percepire la vera fatica compositiva che un lavoro potrebbe avermi imposto. Devo trovare,  alla fine,  le soluzioni che funzionano e che si percepiscono come del tutto naturali. E,  a volte,  questo richiede tempo.

Tutta la mia musica richiede molto tempo per la  registrazione. Ho il mio studio e suono tutti gli strumenti e, inoltre, registro e faccio il mixing della mia musica da solo. Si tratta di un processo ad alta intensità di tempo, a dir poco. Potrebbe essere necessario anche un mese o di più per registrare un singolo brano, perché sto scrivendo, eseguendo, incidendo e mixando il brano tutto in una volta. Inoltre, se si ascolta con attenzione, molti brani contengono due o tre tastiere, due o tre chitarre, quattro parti di armonie vocali, il basso, la batteria e una moltitudine di altri strumenti. Devo scrivere la musica per ogni strumento, lavorare su di essa per un po', così posso suonare bene e quindi registrare e mixare la musica.

8 - Come nascono le  tue composizioni ?  Cominci sempre con un solo strumento come la tastiera, per esempio, e poi aggiungi tutte le altre parti ?

Io comincio tutta la musica dei The Psychedelic Ensemble con una chitarra o con una tastiera . Comincio a lavorare su un tema o una melodia con uno di tali strumenti. Poi incido quella parte musicale e, in seguito, comincio ad aggiungere altri strumenti uno alla volta. Io lavoro all' intera composizione in quel modo. In altre parole, non scrivo l'intera parte di tastiera, poi l'intera parte di chitarra  e così via. Io lavoro avanti e indietro tra diversi strumenti.

Una eccezione a questo processo è la musica dell'orchestra in  “The Tale of the Golden King” le cui sezioni sono state composte seduto nel mio studio scrivendo a matita sul pentagramma.

9 - Qual è l' importanza delle parti vocali nelle tue composizioni ? Sono fondamentali o le consideri come  una semplice aggiunta alla musica?

A differenza di molte band, le parti vocali nella mia musica tendono ad essere  semplicemente trattate come un altro strumento nella stratificazione del  suono. Mediante i testi,  le parti vocali servono per far avanzare la trama dell’intero tessuto narrativo. Non voglio dire che le parti vocali non siano importanti, ma l'enfasi nella maggior parte dei brani è sulle sezioni strumentali. D'altra parte, io cesello le parti vocali utilizzando la polifonia, l’imitazione, gli effetti corali e a volte fino a sei voci simultanee. Le parti vocali sono spesso una parte complessa degli arrangiamenti.

10 - Conosci la musica progressive italiana degli anni settanta ? C'è qualche gruppo che ha ispirato o influenzato la tua musica?

Sì, conosco alcuni dei gruppi progressive italiani degli anni '70. Certamente conosco la PFM. Quei ragazzi sono incredibili. Recentemente ho visto una parte di un video musicale live che hanno realizzato non molto tempo fa. Ha esaltato la mia mente: grande musicalità, grandi composizioni. Quei ragazzi sono veramente forti. Mi piacerebbe tanto registrare una traccia con la PFM.

11 - Conosci qualche gruppo italiano moderno neo-progressive ?

Sinceramente no. Perlomeno non conosco nessuna band italiana del genere "neo-progressive". Conosco però alcune delle band in ambito fusion e rock sinfonico. Sono incredibili. Trovo nel progressive italiano così tanta passione musicale, e mi piace molto. E' quello che, alla fine, cerco di ricreare nella mia musica. Nel corso dei secoli la musica italiana è sempre stata passionale ed emotiva, mai fredda o semplicemente calcolata. Penso che la tradizione sia in seguito continuata nel progressive e nel fusion italiani. Ma, ad essere onesti, io non ascolto molta musica di questi tempi perché sono molto occupato a scrivere e a registrare. Sono sicuro che ci sono molte band incredibili in Italia, ho solo bisogno di indagare.

12 - In “The Tale of the Golden King” ci sono parti bucoliche e dolci contrapposte a parti drammatiche e oscure. Puoi argomentare su questo dualismo ?

A volte, parte della musica progressive ha un solo tipo di sensibilità, ma credo che la musica dovrebbe comunque compartecipare a molte sensibilità diverse. Questo è un attributo comune a tutta la grande musica. Si pensi, per esempio, alle sinfonie di Beethoven o ai quartetti d'archi. All'interno di ogni lavoro si sperimentano così tanti stati d'animo ed emozioni diverse. Io non oserei mai confrontare la mia musica con quella di Beethoven, ma cerco comunque di seguire il suo metodo di visualizzazione dei materiali musicali da diverse prospettive drammatiche.

Tutti gli album dei TPE attraversano diversi terreni musicali e i protagonisti delle storie sperimentano diversi stati emotivi. Impariamo qualcosa di nuovo su ogni personaggio in ogni canzone. La regina, per esempio, in “The Tale of the Golden King”,  canta una canzone di grande dolore "The Queen of Sorrow " e poi una canzone di grande gioia "Great Day". Così diversi stati emotivi coesistono nel suo personaggio.

13 - Gli arrangiamenti di questo disco sono davvero impressionanti. Sei tu l’arrangiatore anche di tutte le tracce del disco ?

Sì, io scrivo, arrangio e faccio l’orchestrazione di tutta la mia musica. Ho composto tutte le partiture per l’orchestra in “The Tale of the Golden King”. Grazie per aver notato la qualità degli arrangiamenti. Passo un sacco di tempo a studiare la struttura di ogni singolo brano e la struttura dell'intero album per organizzare con attenzione la musica con molti strati di suono.

14 - Lo stile vocale dell’album spesso mi ricorda le parti vocali che si trovano sugli album degli Yes degli anni settanta. E’ così ? Perché questa scelta ?

Beh, se questo è il caso, non è voluto. Gli Yes utilizzavano un sacco di tecniche vocali classiche come l'imitazione e la polifonia. Lo faccio anche io. Forse è questo approccio che crea la somiglianza.

15 - Alcune parti di organo mostrano influenze dallo stile di ELP. Puoi commentare ?

Mi è stata fatta questa domanda durante un'intervista in diretta sull’International Prog Rock Show e io ho rimarcato che è molto difficile suonare un organo B3 in una musica progressive veloce e complessa e non collegarlo allo stile di Keith Emerson. Mi è sempre piaciuto il modo di suonare di Keith e ammiro la sua tecnica. Credo che la mia ammirazione per il suo stile e per la tecnica si mostri attraverso la mia musica.

16 - “The Tale of the Golden King”  è uno dei migliori album progressive del 2013 e penso che molti fan italiani lo apprezzino molto. Stai già pensando a un nuovo lavoro per il 2014 ?

Grazie per il complimento . Beh, in realtà, ho due album in divenire. Non so se entrambi usciranno nel 2014, ma io certamente ne pubblicherò uno quest'anno. Entrambi sono concept album, ma molto diversi fra loro. Vedremo quale  finirò  prima. Inoltre uno degli album includerà alcune sorprese.

17 - Probabilmente la raffinatezza della musica dei TPE non è per tutti, ma per gli esperti di musica e per i fan del rock progressivo. Puoi commentare ?

Penso che sia vero. La mia musica non è per tutti. Trovo però che gli ascoltatori che amano la musica progressive complessa tendono ad apprezzare la mia musica. Questa impegna l'ascoltatore sia dal punto di vista musicale che dal punto di vista concettuale. Coinvolge pesantemente l’ascoltatore. Per comprenderla appieno credo che bisogni comunque ascoltare l'album completo, non solo una traccia qui e una traccia là perché le canzoni sono tutte collegate a formare un unico pensiero musicale. Inoltre, la mia musica spazia dal progressive sinfonico, alla musica fusion, alla musica classica fino al progressive folk. Alcuni ascoltatori non riescono a fare i collegamenti tra i diversi tipi di musica ma vogliono che essa si adatti perfettamente a una singola categoria di progressive. Io non sono interessato a questo approccio.

18 - Vuoi dire qualcosa di speciale ai fan italiani di TPE ?

Sì,  desidero ringraziare tutti gli ascoltatori in Italia perché sostengono la mia musica, in particolare “The Tale of the Golden King” che ha suscitato molto interesse nel vostro meraviglioso paese. Vorrei anche aggiungere che la musica italiana, la musica classica contemporanea italiana in particolare, ha avuto un’enorme influenza sulla mia musica. Sono sempre stato un ammiratore di Luciano Berio, di Luigi Nono e di Luigi Dallapiccola. Il loro lavoro e la loro ideologia musicale hanno plasmato in maniera significativa la mia produzione musicale . Sono di origini italiane, così forse il mio amore per la musica italiana è semplicemente nel mio sangue.

 

 

Pierluigi Daglio

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