INTERVISTA a CHRISTIAN BARTOLACCI degli Ibridoma e degli Scala Mercalli

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Via mail abbiamo intervistato il sempre disponibile Christian Bartolacci, cantante degli Ibridoma e degli Scala Mercalli, gruppi Heavy Metal marchigiani, entrambi appena freschi di nuovo album (quello degli Ibridoma, “City of Ruins” è già stato recensito su questa webzine). Ecco le sue parole nelle quali traspare anche una sensibilità verso gli eventi riferiti al terremoto nella loro terra.

Domande:

1.      A fine 2018 è uscito il nuovo album degli Ibridoma “City of Ruins”, niente male dopo appena due anni, ma cosa è avvenuto nel periodo intercorso tra quello precedente a quello attuale?

-          Intanto grazie per lo spazio ! Abbiamo suonato un po’ per l’Italia e anche all’estero proponendo il nostro December, ci siamo divertiti e stando assieme è nato questo nuovo album, non potevamo non rivivere in musica le vicende che hanno colpito il nostro territorio.

2.      Facciamo un po’ di storia della band: come avete scelto il moniker? In Wikipedia il termine “Ibridoma” è una cellula ingegnerizzata.

-          Abbiamo pensato a lungo su quale nome fosse adatto per noi poi dato che siamo partiti suonando brani tra Rock e Heavy dai Timoria a Bon jovy fino ai Metallica e Iron Maiden, abbiamo scelto ibridoma come Ibrido , poi “ibridoma” viene usato nella lotta contro i tumori e quindi lo abbiamo tenuto e amato !

3.      Avete creato la band partendo da te, cantante, e dal batterista Alessandro Morroni, come vi siete relazionati all’inizio di questa avventura?

-          Alessandro mi ha contattato e siamo partiti per la felicità dei vicini, io chitarra e voce, lui batteria, in soffitta da Ale nel centro del nostro paese , indovinate che casino ! Ricordi di un microfono appeso dall’alto su un filo per stendere i panni ah ah ah ,poi subito qualche cover e  poi la nostra prima canzone Cool Rain , da lì a poco abbiamo contattato  Simone, Lorenzo e Pietro , un bel periodo per noi ,ricordi bellissimi !

 

4.      Com’era l’ambiente allora?

-          C’erano molti meno concerti in giro e ogni volta era un evento con un profumo speciale. C’era logicamente molto interesse anche da parte di tutti i nostri amici e le serate erano sempre più che magiche; era anche forse un po’ più semplice suonare dal vivo, cioè parlavi con il tipo del locale e un posto per suonare magari riuscivi a ottenerlo, anche lì dove di solito si suonavano altri generi musicali.

5.      Ci sono differenze nella vostra visione musicale, tra il 2001, anno in cui siete partiti, e quello attuale?

-          Pensiamo e cerchiamo di cambiare il nostro stile negli anni, guardiamo intorno e ci ispiriamo a più band magari di genere differente rispetto ad un tempo .

6.      Al di là di voi come band, la scena metal italiana in questi diciotto anni è stata statica o si è evoluta/involuta in qualche modo?

-          Sono usciti molti altri gruppi ma abbiamo anche perso molti nomi storici nella nostra zona. In Italia ci sono nuove band che cercano di arrivare in alto ma c’è molta concorrenza nel mondo. Un tempo avevamo nomi di punta che erano veramente molto amati in tutto il mondo; speriamo che ritornino altre band di qualità che scrivano di nuovo l’Italia in alto nelle locandine dei concerti.

7.      E cosa percepisci dell’ambiente estero in relazione agli ibridoma? Cosa vi chiedono, come vi vedono i metallari e gli addetti ai lavori, stranieri?

-          Siamo riusciti ad essere apprezzati negli anni , chiedono un buon Heavy suonato bene e anche un tocco di modernità

8.      Cosa pensi delle uscite discografiche metal di questi ultimi anni, è vero, come dicono molti, che non c’è più molto di eccitante?

-          E’ un mercato mordi e fuggi si dovrebbe ascoltare meglio e con più calma , siamo noi ad essere cambiati, noi siamo rimasti legati troppo al passato, così almeno credo, e bene ascoltare e leggere un album al meglio prima di giudicare, comunque con gli anni è anche normale che uno non trovi più la stessa emozione, c’è bisogno di nuove leve !

9.      Sulla discussione “non si vende” come ti poni? Non si vende solo per colpa della possibilità di scaricare, o in giro manca la qualità compositiva?

-          Magari quelli che comprano musica sono sempre gli stessi, un tempo si copiavano cassette è solo che ci sono molti più gruppi e quindi le vendite si dividono tra più band.

10.  Gli Ibridoma hanno maggiore visibilità oggi?

-          Si sicuramente ora ci conoscono meglio di molti anni fa grazie anche ai molti concerti e album realizzati in questi 18 anni.

11.  Cosa ama della vecchia musica Christian Bartolacci? E cosa ama della attuale?

-          Amo il sapore dei ricordi di un ragazzino che è ancora vivo dentro me e risento gli odori di quando passeggiavo ragazzino tra le bancarelle acquistando musicassette degli Iron Maiden e quanti altri, lo stare in camera o in corriera ad ascoltare la musica ad alto volume nel mio walkman e sullo stereo, il cantare fino a farmi male. Nella musica attuale ritrovo aspetti del passato, suoni e una definizione ottima, tante canzoni mi emozionano come da ragazzino e può capitare che sia musica anche non heavy .

12.  E nella vita privata quali hobby ha Christian Bartolacci?

-          Amo giocare a calcetto e suonare la chitarra .

13.  Il nuovo album l’ho trovato davvero maturo (vedi recensione), ti sembra che ci sia qualcosa in più o lo vedi solo come un insieme di canzoni eccitanti, tanto quanto gli altri lavori?

-          E un lavoro ancora più di gruppo rispetto ai precedenti e questa è la strada giusta per noi .

14.  Qual è il vostro metodo di costruzione di un album?

-          Partiamo da riff di chitarra o basso, o anche da un tempo di batteria vedi “Sadness Comes”. Cerchiamo di rendere le canzoni brevi e concise senza troppi fronzoli, pensiamo che dobbiamo colpire al primo ascolto pur non essendo banali (se possibile).

15.  Le vostre song sono sempre studiate con cura nelle linee vocali, equilibrando poi questa ricercatezza con un  songwriting quindi non troppo complesso riuscendo a rimanere diretti. Vi viene spontaneo o limate molto le vostre idee?

-          Ci viene spontaneo e un po’ però lo vogliamo, le capacità tecniche ci sono però tendiamo a fare una buona canzone senza troppo complicarla; direi che ci piace così. Le linee melodiche sono fatte sul corpo della musica.

16.  “City of Ruins” è forse anche meno solare di certe vostre cose del passato. Rappresenta il vostro stato d’animo in questo momento?

-          Sicuramente volevamo qualcosa che rispettasse quello che è successo nei nostri territori. La musica ricalca l’inquietudine della nostra gente, molti hanno perso tutto e noi abbiamo cercato di essere vicini a loro e di mantenere l’attenzione su chi lotta tutti i giorni per una meritata serenità.

17.  Ogni vostro pezzo, anche in questo ultimo lavoro, sembra adatto per essere suonato live. Vi ponete prima questo obbiettivo?

-          Il live è una parte fondamentale per una band e questo implica che le nostre canzoni devono essere d’impatto sul pubblico durante i concerti .

18.  Dal vivo apparite ben in sintonia creando anche una forma di spettacolo prettamente rock con le vostre posture e movimenti, ci sono idee che vorreste portare sul palco che ancora non è stato possibile realizzare?

-          Abbiamo in testa  colori e immagini da usare durante i concerti, ma al momento non è realizzabile per noi.  Si, ci piacerebbe molto .

19.  Dove suonerete nei prossimi mesi?

-          Siamo nelle Marche per adesso, speriamo a breve di ritornare fuori regione .

20.  Cosa senti quando sei sul palco?

-          La forza della musica, la grinta che ho dentro, la musica che unisce. le note sono intorno a me e cerco di farle mie, il desiderio di far arrivare il messaggio dei nostri testi e la voglia di dividere con il pubblico l’amore per la musica Heavy Metal.

21.  Dicci qualcosa della vostra esperienza coi Rhapsody Of Fire di qualche anno fa.

-          E’ stata un esperienza indimenticabile, loro musicisti eccezionali e molto alla mano, tecnica e gusto impeccabile. Il pubblico è stato molto caldo anche con noi, è stata un’esperienza che rimarrà per sempre nel mio cuore; poi che dire, le risate con gli altri del gruppo nel furgone, si ci siamo divertiti tantissimo.

22.  Il brano intenso “Be Strong” del nuovo video degli Scala Mercalli secondo me, al di là della tecnica, è vicino alle sonorità degli Ibridoma, magari un po’ più corale. L’album è sulla stessa linea d’onda? Non rischi di amalgamare troppo le due realtà?

-          No, gli Scala suonano i brani in altro modo, certo la voce è la stessa ma lascio al resto del gruppo scrivere i brani dando solo alcune idee e alcuni riff, e magari una song. Mi dedico alla scrittura di tutte le linee melodiche e nei testi dò una mano e altri li scrivo io. L’album sarà una sorpresa. 

23.  Nella tua personale esperienza rientrano anche gli Scala Mercalli, quanto conta questo dividersi fra le due band, nella tua organizzazione, e quanto nella tua ispirazione artistica?

-          Si comunicano per tempo date e impegni e non ci sono problemi. Io dormo 5 ore a notte di media e mi riesce bene seguire entrambi i progetti. Non mi impongo grandi obbiettivi, ma dò il massimo ogni volta e con entrambe le mie band .

24.  Gli Scala sono più antichi degli ibridoma, mi sbaglio? Ma alla fine la discografia è parallela. Descrivimi per favore l’essenza degli scala Mercalli e quella degli Ibridoma.

-          Si, gli Scala sono di 9 anni più grandi; con gli Scala abbiamo avuto più cambi di formazione e questo ha fatto perdere qualche album che era già finito o giù di lì. Gli Scala sono forse più tecnica e gli ibridoma più melodia .

25.  Cosa significa oggi essere metallaro?

-          Comprare Cd, andare ai concerti, essere un po’ emarginati dalla società, insomma è come era esserlo diversi anni fa.

26.  Dì qualcosa ai tuoi fan!

-          Ringrazio tutti quelli che  hanno sostenuto e che sosterranno la musica Heavy, e grazie per il sostegno alle mie band, e di tutte le strette di mano a fine serata. Grazie di esserci !

Roberto latini

 

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