Kingnomad The Great Nothing

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                                                                                                           Kingnomad

                                                                                                          The Great Nothing

                                                                                                          Ripple Music

                                                                                                          www.facebook.com/kingnomadofficial

 

 

La bella copertina fa credere a qualcosa di piuttosto violento, ed invece questa band vive di enfasi morbide, pur nella sostanza rock della sua essenza. Difficile considerare metal questi svedesi, ma le chitarre fervono e stanno alla base dei vari momenti nevralgici. Una atmosfera da proto-Hard come si sentiva negli ultimi anni sessanta, ma in realtà si capisce benissimo che si tratta di un gruppo moderno; gli indizi in tal senso sono disseminati qua e là, con passaggi sonori e con pezzi di struttura ben mescolati con le arie del passato.

Efficace la seconda traccia “COSMIC SERPENT” che con la sua chitarra circolare accompagna l’andamento del brano nella sua cadenza ritmica dal 4/4 fluido; in mezzo c’è un ponte semi-doom, che non è opprimente ma solido. L’unico pezzo Metal è la sinuosa “THE MYSTERIOUS AGREEMENT” che sposta il viaggio del tempo verso di noi di circa 10/15 anni tramite un sound indurito di stampo N.W.O.B.H.M. anche grazie ad una vocalizzazione incerta come facevano alcuni gruppi interni a quel genere; qui l’assolo liquido è stupendo ed è compito della tastiera riagganciare gli anni sessanta.

Un pezzo come “All those Things…” invece abbandona le prospettive dure per farsi prog-rock davvero tutto anni sessanta, con l’eliminazione di distorsioni, preferendo sonorità più primitivamente Pinkfloydiane; è un episodio soffice il cui lato psichedelico viene espresso alla maniera originaria del genere; interessante ma non entusiasmante, guidato dal basso. Il Progressive più spinto si trova dentro un brano colorito come “COLLAPSING PILLARS OF THE EARTH”, ma sempre in similarità col periodo iniziale del movimento, al limite sentendoci un po’ di anni settanta alla Camel, e qui di Hard Rock c’è ben poco; l’assolo evolve come nella tradizione più classica. La lunghissima title-track di 21 minuti e quaranta secondi va analizzata un po’ a sé nell’economia del disco perché la sua qualità viene smorzata dalla costruzione strutturale.

“The Great Nothing” è composta da numerosi frammenti mal legati fra loro, creando una traccia non omogenea e senza una logica narrativa. Già prima dei 3 minuti si è spezzata in 5 momenti disunitivi. La composizione mal costruita sembra un assemblaggio forzato. In realtà tutti i pezzettini sono di bella presenza, potenzialmente forti e sviluppabili, infatti per questo la composizione non annoia; vi si trovano tutte le tipiche evoluzioni prog ma anche quelle hard rock con assolo alla Deep Purple. E’ come se dentro ci fossero canzoni diverse e non se ne trae il filo, alzando ogni volta le aspettative e subito dopo deludendole Ci sarebbero gli spunti per almeno sei canzoni che appaiono così sprecate a semplici embrioni. Dentro c’è comunque una song costitutiva, bella ma che non ha bisogno delle altre cose poste prima e dopo, e però alla fine tutti gli oltre venti minuti sono divertenti e regalano qualcosa perché non c’è mai la sensazione di banalità.

La voce riverberata e rarefatta riprende proprio le effettazioni della decade sessanta. Gli assoli sono di quelli che aumentano la voglia di ascoltare un lavoro, e che dal vivo potrebbero venire protratti a dismisura come nei concerti anni settanta, anche improvvisando. Disco molto personale che rilegge la storia lontana con abilità compositive di particolare bravura. Un album, il loro secondo, che non gioca a copiare ma a donare un certo gusto estetico che però non manca di pregnanza.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  The Yoga of Desolation

02.  Cosmic Serpent

03.  The Mysterious Agreement

04.  All those Things…

05.  Collapsing Pillars of the Earth

06.  The Great Nothing

Mr Jay – vocals / guitars / piano
Marcus - guitars / keyboards /effects
Maximilian – bass
Mano – drums

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