Demon Head Thunder on the fields

Written by Super User on . Posted in Estremo

 

                                                                                                              Demon Head

                                                                                                              hunder on the fields

                                                                                                              he Sign Records  

                                                                                                              www.facebook.com/Demoncoven

 

 

 

Da non confondere con i mitici Diamond Head  alfieri della Nwofbhm,  i Demon head, hanno un sound Sound molto interessante per l’ultimo album dei Demon Head, “Thunder on the fields”, uscito nel 2017 con l’etichetta the Sign Records. La band , proveniente dalla Danimarca , in particolare da Copenhagen, ha messo a punto un Ep formato da 7 tracks variamente melodizzate , ed anche tutte con un sound molto vario, che se anche a tratti lento o psichedelico non ci annoia mai. L’album si apre con “ Menneskeaederen” , unico pezzo nella loro lingua, dove troviamo un inizio di chitarroni dolcemente stupendo e potente, che subito coinvolge l’ ascoltatore, grazie anche alla voce travolgente che ci dà una carica esplosiva.

Da non trascurare sempre nella prima track il basso “wow” che coadiuva in modo sublime la voce e la batteria. Una delle mie track preferite è la n. 2 “ We are burning” , che forse è quella che meglio riesce ad esprimere lo stile base della band , definito dallo stesso quintetto Diabolic Rock. “ we are burning” impersona perfettamente il rock potente ed energico al 100%. Questa si apre con dei vocalizzi e scream stupendi, fatti ad arte, ispirati al power metal, accompagnati in modo finemente studiato da un basso molto ritmato e da batteria e chitarre a dir poco “spaccatutto”.

Track molto particolare è l’omonima dell’album “ thunder on the fields , ballad molto potente caratterizzata dalla batteria devastante ed inistente, e dalla voce profonda, sensuale e a tratti doom, in questa track troviamo anche un riff di chitarra molto travolgente e bellissimo Bellissima  e tavolgente la track n. 4 “ older now”, con sfumature swingate e un assolo di chitarra stupendo che ci fa ballare sulle sue note e accompagna in modo eccelso la potente voce di M.F.L. titolo latino per  la canzone n. 5 “hic sunt dracones” tradotto qui ci sono i leoni, nonostante l’inizio ci inganni perché la track inizia con un arpeggio di chitarra stupefacentemente dolce il continuo della stessa è ruggente e poi verso la fine la potenza tende a scemare. Essa è molto psichedelica e dura ben 6 ‘:34”. Stile gotico invece per la penultima track la n.6 “ gallows omen” che stupisce per l’uso dei fantastici backing vocals ed una voce molto cupa, coadiuvata ad arte dalla batteria e basso molto ritmati. L’album si chiude in bellezza con una track lunghissima e molto psichedelica, la track n. 7 “ untune sky”, che ha la pecca di essere troppo monotona e durare ben 9’:19”. Per il resto potrei concludere che l’album si presta molto all’ascolto da parte degli amanti soprattutto del rock psichedelico.

                                                                                                                      DALYLAROCK.

 

La musica è una macchina per sopprimere il tempo.

(Claude Lévi-Strauss) 

 

01.  Menneskeaederen

02.  We are burning

03.  Thunder on the fields

04.  Older now

05.  Hic sunt dracones

06.  Gallows omen

07.  Untune the sky

 

J.W- drums

M.S.F.- bass

B.G.N.- guitar

T.G.N.- guitar

M.F.L.-  vocals

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