In Mute Gea

Written by Super User on . Posted in Estremo

 

                                                                                                    In Mute

                                                                                                    Gea

                                                                                                    Art Gates Records

                                                                                                    www.inmute.com/en/

 

 

Una deflagrazione potente di Death compatto ma non monolitico, non statico. Si sente tutta l’urgenza emotiva della band che sfianca con le sue ritmiche possenti, ma che con lo screaming vocale immette passione, tra riff violenti e altri epici. L’atmosfera esprime una tesissima corda di disperazione, portata a parossistiche tirate di ipercinetica lacerante drammaticità. La frenesia compositiva è però supportata da tanta tecnica, con ottimo groove e ottimi assoli. La raffinatezza posta nella struttura non ammorbidisce l’anima della loro musica che rimane sempre intransigente. Tra il primo album, datato 2009, e questo del 2017, c’è stato un ep. Tre uscite in 9 anni, non prolificissimi, ma comunque presenti.  Il combo è spagnolo, dedito ad un Metal estremissimo, con piccole piccolissime parti melodiche  che non ne fanno una Melodic Death band; caso mai c’è una minima tendenza al progressive, ma davvero minima.

L’intro strumentale “We die forever” è il contrario della musica estrema con i violini che si intrecciano sopra una chitarra acustica, ma è di una bellissima suadenza malinconica. Poi subito parte la mitragliata della maestosa “DISEASE” che fa parte dello splendido trittico di “GEA’S DEFENCE”. La mitragliatrice riffica si ripropone in varie tracce, ma non è mai un ammasso assillante e ripetitivo, spezzandosi fra ritmiche variegate e fraseggi riccamente intessuti. Infatti anche la più emozionale  “Alchemy” usa la raffica annichilente, con un andamento da carrarmato incalzante, ma è diverso da quello espresso sul pezzo precedente.  “Disease” possiede anche l’assolo più bello di tutto l’album.

Inizia più introspettiva “AS WE ARE”, ma non per questo meno greve sebbene non immediatamente fruibile rispetto alle altre due sezioni; ma qui le parti soliste evidenziano la gustosa raffinatezza formale. Un po’ troppo affogata “BAREFOOT” nel growling iniziale, ma bell’incedere dei riff, con una intensità emotiva davvero avvincente; e qui sta il secondo migliore assolo dell’opera. Fin qua il meglio del lavoro; i pezzi minori stanno tutti nella seconda fase del disco, ma sono però estremamente efficaci e per niente da considerare minori nel panorama del genere. Giusto “Dance of Destruction” possiamo considerarla piuttosto standard, senza un quid speciale, ma per il resto è tutto un incarnare l’estetica dell’arte. “The Eternal Return” è un pezzo pieno di pathos, e l’assolo, che appare il meno estremo fra tutti, dona ariosità. “Human Obsolescence”, leggermente Industrial, è quasi ballabile nella sua cadenza fluida, e tende ad una certa melodicità nel ritornello, ma sprizza densa energia. “Your Bane Download” è abrasiva e dai toni arcigni, che si impone con la seriosità dell’autorevolezza. Che dire della cover dei Metallica? E’ divertente da risentire, non migliora l’originale, però è perfettamente eseguita e degna di essere suonata in concerto.

Il blast-beat è arrembante ma non si pone come unica modalità esecutiva della batteria che è davvero esaltante nella sua variabilità. L’esuberante voce della singer è perfettamente amalgamata nel contesto, a volte troppo presente, ma per la maggior parte dei momenti è perfetta, tecnicamente e artisticamente; del tutto in grado di aumentare la tensione. E’ un album che sarà difficile da superare in futuro, è già a livelli tali che anche le band blasonate avranno difficoltà a competere con loro. Nella loro sfiancanti eruzioni sonore troviamo grande personalità, in cui sono inseriti passaggi classici che ci fanno parlare di Death classico senza che venga appiattita la loro individualità di band. Essi sono ormai da considerare tra i più bravi compositori del genere. Si avvia ad essere il migliore album Death dell’anno.

Roberto Sky Latini

 

01.  We Die Together

02.  Gea's Defence - Disease

03.  Gea's Defence - Alchemy

04.  Gea's Defence - As We Are

05.  Barefoot

06.  The Eternal Return

07.  Human Obsolescence

08.  Dance of Destruction

09.  Your Bane Download

10.  Damage Inc. (Metallica Cover)

Steffi - vocals

Cristobal Galán - guitars

Pejota - guitars

Pedro Saz - bass

Adrián Perales - drums

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